Caretta caretta nel sud-est sardo: una presenza che torna

Piccolo di Caretta caretta verso il mare
Placeholder — da sostituire con immagine definitiva.

La tartaruga marina comune, Caretta caretta, è tornata. Dopo decenni di quasi assenza, negli ultimi anni le spiagge del sud e del sud-est della Sardegna hanno registrato deposizioni di uova sempre più frequenti. È una buona notizia che racconta molto sullo stato del Mediterraneo e sull’importanza dei nostri litorali.

Una tartaruga mediterranea

La Caretta caretta è la tartaruga marina più diffusa nel Mediterraneo. Gli adulti pesano in media tra ottanta e centoventi chili e possono raggiungere il metro di lunghezza. Vive nelle acque aperte, ma è filopatrica: le femmine tornano a deporre le uova sulla stessa spiaggia in cui sono nate, spesso a distanza di vent’anni.

È una specie a rischio, protetta dalla Convenzione di Berna e dalla normativa europea. I pericoli principali sono le catture accidentali nelle reti da pesca, gli impatti con le imbarcazioni, la plastica e — a terra — il disturbo luminoso e meccanico delle spiagge.

Perché torna in Sardegna

Fino a qualche decennio fa le nidificazioni mediterranee erano concentrate in Grecia, Turchia e Libia. Il progressivo riscaldamento delle acque ha spostato verso nord-ovest le aree idonee. Oggi l’Italia meridionale — Calabria, Sicilia, Puglia e, sempre più spesso, Sardegna — accoglie nidificazioni che prima erano rarissime.

Il sud-est sardo ha le condizioni giuste: sabbie fini, spiagge ancora poco cementificate, coste protette da aree marine. Negli ultimi anni reti di monitoraggio e volontari hanno documentato diversi nidi lungo il litorale, dalla Costa Rei fino a Chia.

Come si svolge la nidificazione

La femmina arriva sulla spiaggia di notte, tra giugno e agosto. Scava una buca di circa cinquanta centimetri con le zampe posteriori, depone ottanta-cento uova sferiche, ricopre con sabbia e torna in mare. Non ha alcun legame successivo con il nido.

Dopo cinquanta-sessanta giorni, quasi sempre di notte, i piccoli emergono tutti insieme e corrono verso il mare guidati dal riflesso della luna sull’acqua. È la fase più delicata: qualunque luce artificiale dalla terraferma può disorientarli, allontanandoli dall’acqua e condannandoli a disidratazione o predazione.

Cosa fare (e non fare) in spiaggia

Durante la stagione estiva vale la pena conoscere alcune regole semplici:

  • Se trovi una traccia insolita sulla sabbia all’alba — un disegno a trattore largo circa un metro — non cancellarla e avvisa un bagnino, la Capitaneria o il numero 1530.
  • Se vedi una tartaruga in acqua, rallenta la barca e non avvicinarti.
  • Di notte, evita luci dirette verso il mare: disorientano i piccoli appena nati.
  • Non lasciare rifiuti, soprattutto plastica: i sacchetti in mare vengono scambiati per meduse, una delle prede naturali della Caretta caretta.

Cosa significa per noi

Il ritorno della Caretta caretta è un indicatore importante di qualità ambientale. Al Cormoran Resort Villasimius, durante la stagione, i nostri ospiti trovano sulla spiaggia riservata indicazioni su come comportarsi se notano qualcosa di sospetto nella sabbia. Ogni nido monitorato è un piccolo patrimonio condiviso: ci ricorda che il mare non è uno sfondo, ma un ecosistema che risponde alle nostre azioni.

Cormoran Resort Villasimius

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