I fenicotteri delle lagune del sud Sardegna

Stormi di fenicotteri in laguna

Quando nell’aria della sera si alzano in volo centinaia di sagome rosa che si stagliano contro le saline del sud Sardegna, capisci che questa non è una terra come le altre. I fenicotteri — sa genti arrubia, la gente rossa, come li chiamano i sardi — sono una delle presenze più inattese e poetiche del paesaggio meridionale dell’isola.

Dai migratori ai residenti

Fino agli anni ’90, i fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) erano in Sardegna solo di passaggio, diretti in Africa o nel sud della Francia. Dal 1993, in una prima colonia nel Molentargius di Cagliari, hanno iniziato a nidificare stabilmente. Oggi la popolazione sarda conta migliaia di esemplari residenti per tutto l’anno.

Le colonie più importanti si trovano nelle lagune salmastre e negli stagni costieri: Molentargius, Santa Gilla, Mistras, Cagliari, fino alle lagune minori del sud-est. Questi ambienti semiartificiali, nati dallo sfruttamento del sale, si sono rivelati habitat ideali per una specie che ama acque basse e salate, ricche dei microrganismi di cui si nutre.

Perché sono rosa

Il fenicottero non nasce rosa. I piccoli hanno un piumaggio grigio chiaro. Il colore arriva con la dieta: piccoli crostacei come l’Artemia salina, alghe microscopiche e plancton contengono carotenoidi, gli stessi pigmenti del salmone o del pomodoro. Il fegato del fenicottero li metabolizza e li deposita nelle penne. Più dieta ricca di carotenoidi, più il piumaggio vira al rosa acceso.

Ecco perché lo stesso individuo può avere colori diversi da un anno all’altro: dipende da quanto bene ha mangiato. È anche il motivo per cui in zoo con dieta povera il rosa svanisce fino al bianco-grigio.

Un’acrobazia di biomeccanica

Il becco del fenicottero è uno strumento evoluto per filtrare l’acqua fangosa. Viene tenuto rovesciato: il bordo superiore, dentellato, fa da setaccio per trattenere micro-organismi mentre l’acqua viene espulsa. Una piccola meraviglia di ingegneria naturale.

Le lunghe zampe permettono di muoversi in acque basse senza bagnare il corpo. Il collo a esse consente di immergere il becco senza piegare il dorso. Tutto, in questo uccello, è progettato per un unico ambiente: la laguna poco profonda.

Dove osservarli nel sud Sardegna

Le lagune del sud ospitano i fenicotteri durante tutto l’anno. Nelle vicinanze di Villasimius, lo stagno di Notteri, poco distante dal Cormoran Resort Villasimius, è uno dei luoghi più accessibili per vederli al sorgere del sole. Durante la stagione migratoria il numero di individui aumenta in modo spettacolare.

L’osservazione ideale richiede distanza e silenzio: basta un disturbo per far alzare in volo una colonia intera. Un binocolo o un teleobiettivo valgono più di cento passi avvicinati.

Una fotografia di ecosistema

Più che un soggetto fotografico, il fenicottero è un indicatore. Il suo ritorno stabile racconta lagune salate ancora vive, acque non troppo inquinate, catene alimentari integre. È una presenza che dà forma al paesaggio costiero del sud Sardegna — e che, per chi soggiorna qui, diventa rapidamente parte della memoria del viaggio.

Cormoran Resort Villasimius

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