
Camminando lungo la costa sarda è difficile non notarle: sagome cilindriche di pietra, in posizione dominante, spesso su un promontorio. Sono le coastal towers, uno dei sistemi di difesa territoriale più ambiziosi del Mediterraneo moderno. Raccontano secoli di paura, strategia e identità collettiva.
The historical background
Between the sixteenth and seventeenth centuries the Mediterranean coasts were scourged by Barbary raids: corsari provenienti dal Nord Africa (soprattutto dalla Reggenza di Algeri, Tunisi e Tripoli) che razziavano villaggi costieri, rapivano popolazioni per farne schiavi, saccheggiavano chiese e depositi. Tutta la Sardegna, all’epoca sotto dominio spagnolo, visse questo periodo con terrore continuo.
Per arginare il fenomeno, la Corona di Spagna e — dopo il 1720 — il Regno di Sardegna piemontese costruirono un fitto sistema di torri di avvistamento e difesa. Si contano oltre 100 towers spread around the entire Sardinian coastline. Almost all of them are still visible today.
How they worked
Il sistema era meraviglioso di semplicità. Ogni torre aveva:
- A permanent garrison (torrieri, 3 to 5 men).
- Light artillery (small cannon, arquebuses).
- Visibilità a 360° of open sea.
- Line of sight with the neighbouring towers for smoke signals by day and fire signals by night.
- Communication con l’entroterra per far evacuare villaggi e bestiame.
Il sistema permetteva di trasmettere un allarme lungo tutta la costa sarda in poche ore. Un’“internet” di segnali di fumo ante litteram, estremamente efficace.
Three main types
- Heavy defence towers: up to 15 m in diameter, thick walls, cannon. Placed at strategic points or near important settlements.
- Light defence towers: medium diameter, reduced armament. Along coasts of intermediate value.
- Simple watchtowers: small, for observation and signalling only.
The towers of south-eastern Sardinia
The stretch of coast between Villasimius and Capo Carbonara holds several of them, including the famous Torre di Porto Giunco (di difesa leggera, in posizione panoramica sopra l’omonima spiaggia), la Torre di Capo Carbonara on the Serpentara islet and the Torre di Cala Caterina. Each tells the same story: outside pressure shaping a landscape for centuries.
After the danger passed
Le incursioni barbaresche cessarono all’inizio dell’Ottocento, con la conquista francese di Algeri. Le torri, perso il ruolo militare, caddero in abbandono. Nel XX secolo molte sono state recuperate come bene storico. Alcune restano inaccessibili, altre sono parte di sentieri costieri o di aree archeologiche visitabili.
Un’identità scritta nella pietra
Per i sardi, le torri costiere non sono solo architettura militare. Sono il simbolo di una lunga stagione in cui vivere vicino al mare significava rischio, non piacere. Per questo il rapporto storico dei sardi con la costa è stato ambivalente: fino al Novecento, i villaggi principali dell’interno erano spesso più popolosi di quelli costieri. Villasimius stessa, come molti paesi di mare moderni, è nata dal lento ritorno alla costa dopo la fine della paura.
Seeing them at sunset
From the Cormoran Resort Villasimius, nei giorni di cielo limpido, si vedono almeno due torri costiere in lontananza. Osservarle al tramonto è un piccolo esercizio di profondità temporale: pensare che quel volume di pietra è lì, identico, da quasi cinquecento anni, a custodire un tratto di mare.
Cormoran Resort Villasimius
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