
La Sardegna è l’isola che ha il maggior numero di monumenti megalitici d’Europa: oltre siete mil nuraghes documentados documentati, e probabilmente altri duemila ancora non censiti. Una civiltà straordinaria, fiorita tra il 1800 e il 500 a.C., che ha lasciato un patrimonio unico al mondo. Ma c’è una domanda che affascina gli studiosi: i nuragici erano un popolo di mare o di terra?
Una civiltà senza nome
Il termine “nuragici” è moderno. Non conosciamo il nome che quel popolo dava a sé stesso, né la sua lingua. Sappiamo molto della loro architettura, della loro organizzazione sociale, della loro metallurgia. Ma tante cose — incluso il rapporto con il mare — restano oggetto di ipotesi basate su indizi archeologici.
Los indicios de la relación con el mar
- Naves votivas nurágicas: pequeños bronces votivos con forma de barca, hallados por centenares. Detalladísimos: muestran quillas, velas, figuras humanas y animales.
- Contactos comerciales: objetos micénicos, chipriotas y egipcios hallados en yacimientos nurágicos. Cerdeña era un nudo del comercio mediterráneo.
- Pozos sagrados costeros: alcuni santuari nuragici si trovano in aree costiere o legate all’acqua.
- Objetos de oricalco y cobre: metales sardos exportados por todo el Mediterráneo oriental.
Pero pocas construcciones junto al mar
Allo stesso tempo, la stragrande maggioranza dei nuraghi è situata nell’interior, en colinas y alturas, nunca directamente junto al mar. Esto ha abierto un debate todavía vivo: los nurágicos comerciaban con el mar pero no vivían en él. La loro civiltà era essenzialmente agricola, pastorale, metallurgica. Il mare era strumento, non casa.
Una spiegazione possibile: il mare era pericoloso. Popolazioni esterne (popoli del mare documentati in fonti egizie) minacciavano le coste già nel II millennio a.C. I nuragici costruivano lontano dal litorale e attrezzavano i loro siti come fortificazioni oltre che come abitati.
El caso del sureste de Cerdeña
La zona del Sarrabus e del sud-est dell’isola ha una densità di nuraghi minore rispetto alla Sardegna centrale. Questo non significa che i nuragici non vivessero qui: significa che la pietra di costruzione era meno disponibile, e che il territorio era organizzato in modo diverso. Ritrovamenti importanti si concentrano attorno a Cagliari, alla zona dello stagno di Cabras e ai rilievi interni.
I Giganti di Mont’e Prama
La scoperta archeologica più celebre degli ultimi cinquant’anni è quella dei Giganti di Mont’e Prama, statue di arenaria alte oltre due metri rappresentanti pugilatori, arcieri e guerrieri. Ritrovati nella penisola del Sinis (costa ovest), risalgono circa al IX-VIII secolo a.C. Sono le più antiche grandi statue dell’Europa occidentale. Dimostrano un livello artistico e organizzativo straordinario.
L’eredità culturale
I nuragici non hanno lasciato testi scritti. La loro eredità è fatta di pietra, bronzo e geografia. Ancora oggi, molti toponimi sardi hanno radici pre-romane. Molti gesti della cultura rurale sarda — dal rapporto con gli animali ai riti dell’acqua — hanno strati che affondano in quel passato remoto.
Perché ne parliamo qui
Cuando uno se aloja en un resort de mar como el Cormoran Resort Villasimius, si tende a pensare che la Sardegna sia storicamente un’isola di costa. La realtà è più interessante: la Sardegna è stata per millenni un’isola che ha guardato il mare dall’entroterra. Il mare come frontiera, come rotta commerciale, come minaccia. Solo negli ultimi duecento anni questo rapporto si è rovesciato. Una vacanza di mare in Sardegna è anche questo: un capitolo recente di una storia lunghissima.
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