
Se il mirto è l’ambasciatore gentile dei liquori sardi, il filu ’e ferru è il fratello schietto della tradizione. Distillati e liquori casalinghi fanno parte della Sardegna domestica da secoli, e oggi una cena sarda si chiude quasi sempre con un piccolo giro di assaggi. Ecco i protagonisti, oltre al mirto.
Filu ’e ferru
Il nome significa letteralmente “filo di ferro”. Viene dalla pratica dei contadini di sotterrare, in tempi di proibizionismo fascista, le bottiglie di acquavite in campagna e segnare il punto con un filo di ferro in superficie. Il nome è rimasto anche quando il liquore è diventato legale.
Tecnicamente è una aguardiente de orujo di alta gradazione (40-50°), simile alla grappa ma con carattere proprio. Sardegna del centro-nord, soprattutto Barbagia e Ogliastra. Si beve freddissimo, in piccoli bicchierini, a fine pasto.
Abbardente
Termine sardo che significa semplicemente “acquavite”. Più un nome generico che un tipo specifico. Indica qualunque distillato locale, spesso artigianale, ottenuto da vinacce o da frutti. Ogni zona dell’interno ha la sua abbardente di riferimento.
Licor de madroño
Se obtiene macerando las bayas del madroño en alcohol, con azúcar añadido. Color rojo rubí, aroma a frutos del bosque, sabor tánico y ligeramente amargo. Muy usado como digestivo en la costa oriental.
Licor de hinojo silvestre
Ottenuto dall’infusione delle infiorescenze e dei semi del finocchietto selvatico (Foeniculum vulgare). Verde chiaro, anice naturale, freschezza. Popolare in tutta l’isola ma particolarmente diffuso in Campidano.
Otros destilados menos conocidos
- Zedda Piras y otras licorerías históricas sardas producen licores de alcachofa, de limón de Cerdeña y de cidra.
- Acquavite di fico d’India: producción de nicho, destilado artesanal de las palas de la planta.
- Villacidro: licor dulce amarillo a base de hierbas, histórico de la localidad homónima.
- Grapa de Vermentino o di Cannonau: distillati di vinaccia di alta qualità, sempre più presenti nei ristoranti.
Cómo se sirven
Todos estos destilados se sirven fríos (tranne abbardenti molto pregiate, che alcuni preferiscono a temperatura ambiente). Il bicchierino deve essere piccolo, la quantità modesta. Un giro di fine cena non è un dopo-pasto: è una chiusura rituale. Si assaggia, si commenta, ci si ferma.
L’amarone sardo della tavola
Chiudere la serata con un filu ’e ferru o con un liquore di corbezzolo al Cormoran Resort Villasimius è un gesto piccolo ma significativo. È il momento in cui la cena diventa conversazione, e la conversazione rallenta. Un bicchierino, uno sguardo al mare, il silenzio. È un’idea di tempo che la Sardegna sa ancora praticare.
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