Il Cannonau è il grande vino rosso della Sardegna. Corposo, caldo, strutturato, ha un carattere che non passa inosservato. E ha anche un’altra caratteristica, che lo ha reso celebre ben oltre i confini dell’enologia: è fra i vini con la più alta concentrazione di polifenoli al mondo, e viene associato alla Blue Zone sarda, una delle zone di maggiore longevità del pianeta.
Un vino millenario
Fino a pochi decenni fa si pensava che il Cannonau fosse arrivato in Sardegna con gli spagnoli, come variante della Garnacha. Gli studi archeologici più recenti hanno rovesciato la narrazione: vinaccioli di Cannonau datati circa 1200 a.C. sono stati trovati in siti nuragici. È quindi probabile che il vitigno sia autoctono o comunque presente in Sardegna da oltre tremila anni, il che lo rende uno dei vini rossi più antichi del Mediterraneo ancora in produzione.
Il legame con la Blue Zone
La Sardegna centrale — la Barbagia e le zone dell’Ogliastra — è una delle cinque Blue Zones identificate dalla ricerca sulla longevità umana. Qui si concentra una percentuale eccezionale di centenari, e uno degli elementi spesso citati è proprio il consumo moderato di Cannonau a pasto.
Il Cannonau ha livelli di resveratrolo e procianidine fino a tre volte superiori ad altri rossi. Queste molecole hanno effetti antinfiammatori e cardioprotettivi documentati. Chiaro: il vino non è una medicina, e l’abuso non aiuta nessuno. Ma un bicchiere al giorno, in un contesto alimentare mediterraneo, è parte di una dieta considerata fra le più sane al mondo.
Gli stili del Cannonau
- Classico: non invecchiato in legno, fresco, diretto. Frutta rossa, spezie, corpo medio-pieno.
- Riserva: almeno 24 mesi di invecchiamento tra legno e bottiglia. Più strutturato, tannini morbidi, complessità aromatica.
- Passito e liquoroso: versioni dolci o arricchite, meno diffuse ma tradizionali.
Abbinamenti
- Carni arrosto: porceddu, agnello, capretto.
- Formaggi sardi stagionati (pecorino sardo DOP).
- Selvaggina: cinghiale in umido.
- Primi saporiti: malloreddus alla campidanese, pappardelle al cinghiale.
- Sorprendentemente bene con certi piatti di pesce importante (tonno alla griglia).
La temperatura giusta
Il Cannonau si serve a 16-18 °C. Troppo caldo (come spesso accade d’estate), perde freschezza ed esalta l’alcol. Se a cena la temperatura ambientale è alta, vale la pena rinfrescarlo brevemente in secchiello.
Dove trovarlo al meglio
Le denominazioni di riferimento sono Cannonau di Sardegna DOC (l’intera isola), con sottozone più prestigiose: Oliena, Jerzu, Capo Ferrato. Ogni zona ha il suo carattere: Oliena più elegante, Jerzu più robusto, Capo Ferrato più mediterraneo.
Il vino di una memoria lunga
Al Cormoran Resort Villasimius una cena sarda senza Cannonau non è una cena completa. Da bere senza fretta, con qualcuno: è un vino di storie, non di sorsi rapidi. E forse anche questo, alla fine, è parte del segreto della longevità sarda.
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