
Quando si cammina sul porto di Villasimius al mattino presto, si vedono le barche tornare. Reti, cassette, pescato. Sembra una scena eterna. In realtà è una storia piuttosto recente: in Sardegna, la la pesca entendida como profesión costera extendida è di poco più di un secolo. Vale la pena raccontarla, perché spiega molte cose dell’isola di oggi.
Un’isola che ha pescato poco, a lungo
Fino all’Ottocento, la popolazione sarda era prevalentemente dell’entroterra. Pastori, contadini, minatori. Le coste erano in gran parte spopolate, pericolose per secoli di incursioni barbaresche. La pesca era praticata da comunità specifiche e minoritarie, spesso di origine non sarda: Tabarchini (descendientes de ligures de Génova) en Carloforte y Calasetta, napolitanos y sicilianos en los puertos principales.
El gran cambio se produjo entre finales del siglo XIX y principios del XX, cuando:
- Il pericolo delle incursioni finì definitivamente.
- La pesca industrial (almadrabas, arrastre) se expandió por todo el Mediterráneo.
- Lo stato sabaudo incentivò l’insediamento di comunità di pescatori.
- Familias sardas empezaron a dedicarse a la pesca costera.
Las almadrabas sardas
Uno dei capitoli più affascinanti della storia marittima sarda sono le almadrabas: impianti complessi di reti fisse per la cattura del tonno durante le migrazioni di maggio-giugno. La più celebre era quella di Portoscuso, nella Sardegna sud-occidentale, ma ce n’erano diverse attive anche nel sud-est. La “mattanza” era un evento collettivo con rituali, canti, figure specifiche come il rais (jefe de la almadraba).
Las almadrabas sardas cerraron progresivamente en el siglo XX, por razones económicas y, sobre todo, por el desplome de la población de atún rojo. En los últimos años algunas se han reconvertido en museos o espacios culturales.
La pequeña pesca artesanal hoy
La struttura della pesca sarda contemporanea è rimasta in larga parte artesanal. Barcas de 7 a 12 metros, tripulaciones familiares, redes caladas por la tarde y recogidas por la mañana. Las especies principales:
- Salmonete de roca
- Mújol y mújol mazzetta
- Langosta roja del Mediterráneo (en el oeste de Cerdeña)
- Pulpo
- Sepias y potas
- Pez espada (en algunas zonas)
- Gambas rojas e scampi (pesca più profonda)
La relación con los restaurantes locales
La filiera “pescatore-ristorante” in Sardegna è ancora corta. Molti ristoranti di piccole dimensioni comprano direttamente dalla barca all’alba. Questo spiega perché il pesce fresco sardo ha un sapore diverso: non passa da mercati intermedi, arriva sul tavolo nella stessa giornata in cui è stato pescato.
Las amenazas actuales
- Envejecimiento del sector: pochi giovani pescatori, difficoltà di ricambio generazionale.
- Pesca ilegal y redes abandonadas en el mar.
- Concorrenza dell’importato a bajo precio.
- Cambio climático: algunas especies migran hacia el norte, otras llegan (los peces tropicales).
La pesca como museo vivo
Molte località costiere sarde — Villasimius tra queste — mantengono porti pescherecci ancora attivi. Non sono solo folklore: sono l’infrastruttura di ciò che arriva in tavola. Una mattinata al porto, prima di colazione, durante un soggiorno al Cormoran Resort Villasimius, è una piccola finestra su un mestiere che resiste. E uno dei motivi per cui la cucina del resort, basata su prodotti locali, ha il sapore che ha.
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