Pane carasau: dalla transumanza alla tavola contemporanea

Sfoglie di pane carasau
Placeholder — da sostituire con immagine definitiva.

Il pane carasau è uno dei cibi più antichi d’Europa ancora in produzione continua. Il nome viene da carasare, che in sardo significa tostare. È il pane dei pastori barbaricini, pensato per durare mesi nelle transumanze, e oggi è una delle esportazioni gastronomiche sarde più note nel mondo.

Un pane pensato per durare

Il pane carasau nasce da una necessità pratica: i pastori dell’entroterra partivano per la transumanza estiva con ovini al seguito e tornavano anche dopo sei mesi. Un pane normale sarebbe ammuffito. Così è stata inventata una tecnica che rimuove quasi tutta l’acqua.

  • Impasto di semola di grano duro, acqua, lievito madre, sale.
  • Lievitazione lunga, stesura in sfoglie sottili (2-3 mm) di circa 40 cm di diametro.
  • Prima cottura: la sfoglia si gonfia come un pallone.
  • Apertura in due dischi sottilissimi: il gesto più delicato.
  • Seconda cottura (il “carasatura”): i dischi tornano in forno per tostarsi e perdere ogni traccia di umidità.

Una volta tostato, il pane carasau può durare mesi se conservato in luogo asciutto. È un miracolo di chimica e di pratica artigianale.

Il “pane frattau”: la ricetta povera che è diventata alta cucina

La preparazione più iconica del carasau è il pane frattau: sfoglie bagnate in brodo, stratificate con sugo di pomodoro e pecorino, coronate da un uovo in camicia. Piatto contadino, nato per riutilizzare carasau un po’ vecchio, oggi in menu di ristoranti stellati.

Guttiau: la versione da aperitivo

Se spezzi il carasau, lo bagni con un filo d’olio e una spolverata di sale grosso, e lo passi in forno per due minuti, ottieni il pane guttiau: l’aperitivo più rapido e più sardo che esista. Da provare con un bicchiere di Vermentino.

Altri usi moderni

  • Come base per crostini: regge bene formaggi freschi, bottarga, pomodoro.
  • Come sostituto del pane a tavola, specialmente con salumi e formaggi.
  • Sbriciolato, come crumble croccante su insalate e carpacci.
  • Come cialda per costruzioni di cucina moderna.

Come riconoscere un carasau di qualità

Colore ambrato uniforme senza macchie bruciate. Spessore sottile (non cartoncino, ma vicino). Aroma di grano tostato. Rumore secco alla rottura. I prodotti industriali tendono a essere più spessi e meno saporiti: cercare sempre produttori sardi (Oliena, Fonni, Orgosolo, Desulo sono alcuni dei centri più noti).

Il pane e la memoria

Al Cormoran Resort Villasimius il pane carasau arriva in tavola ogni giorno, spesso in versione guttiau. Più che un pane, è un pezzo di memoria sarda che si spezza tra le dita: una piccola introduzione all’intera cultura dell’isola, in due morsi.

Cormoran Resort Villasimius

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